ADHD combinato, che vuol dire?

In breve

  • L’ADHD di tipo combinato unisce disattenzione e iperattività/impulsività.
  • Può rendere la vita quotidiana più impegnativa, ma esistono strategie efficaci.
  • La diagnosi richiede osservazioni in diversi contesti e strumenti clinici.
  • La gestione funziona meglio con un approccio multidisciplinare.
  • Famiglia, scuola e professionisti devono collaborare

Cos’è l’ADHD di tipo combinato

L’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività) è una condizione neurobiologica che influisce su attenzione, impulsività e comportamento. La forma combinata si manifesta quando sono presenti insieme sintomi di disattenzione e di iperattività-impulsività. Ciò significa che la mente può saltare da un pensiero all’altro e, allo stesso tempo, il corpo fatica a restare fermo o a gestire le reazioni impulsive.


Sintomi principali

Per parlare di ADHD combinato, bisogna osservare almeno sei sintomi di disattenzione e sei di iperattività/impulsività per un periodo di almeno sei mesi. Alcuni esempi:

  • Disattenzione: difficoltà a concentrarsi, distrazioni frequenti, dimenticanze ripetute, fatica a organizzarsi.
  • Iperattività/impulsività: agitazione costante, bisogno di parlare molto, interrompere gli altri, agire senza riflettere.


Questa combinazione può rendere impegnative attività quotidiane, lavoro o studio e vita sociale, creando frustrazione sia per chi vive l’ADHD sia per chi sta intorno.


Perché succede

Dal punto di vista neurobiologico, la forma combinata è legata a un funzionamento atipico di dopamina e noradrenalina, neurotrasmettitori che regolano attenzione, motivazione e autocontrollo. Ricerche di neuroimaging mostrano differenze in aree come la corteccia prefrontale, che gestisce la pianificazione, e in circuiti che controllano il comportamento impulsivo.


Diagnosi e gestione

La diagnosi richiede una valutazione multidisciplinare con:

  • Colloqui clinici
  • Questionari standardizzati
  • Osservazioni in diversi contesti (casa, lavoro, scuola)

Il trattamento combina strategie diverse:

  • Interventi comportamentali e psicoeducativi
  • Tecniche di autoregolazione (ad esempio suddividere i compiti in step brevi)
  • Supporto scolastico e familiare
  • Nei casi indicati, terapia farmacologica sotto supervisione medica

Il ruolo di famiglia e ambiente

La collaborazione è essenziale. I genitori possono adottare regole prevedibili e sistemi di rinforzo positivo. Gli insegnanti o colleghi possono fornire strumenti flessibili e promemoria visivi. Anche piccoli accorgimenti, come pause brevi e spazi ordinati, aiutano molto.


Un messaggio positivo

Vivere con l’ADHD di tipo combinato può essere impegnativo, ma non significa essere senza risorse. Con il giusto supporto, strategie personalizzate e la comprensione dell’ambiente circostante, è possibile ridurre l’impatto dei sintomi e valorizzare le proprie capacità. L’obiettivo? Costruire una quotidianità più serena e soddisfacente.


L’articolo in pillole

  • L’ADHD combinato unisce disattenzione e iperattività/impulsività.
  • La diagnosi richiede sintomi presenti per almeno 6 mesi in più contesti.
  • È legato a un funzionamento atipico dei neurotrasmettitori dopamina e noradrenalina.
  • La gestione funziona meglio con un approccio multidisciplinare.
  • Strategie pratiche, supporto familiare e professionale fanno la differenza.
  • Con gli strumenti giusti, è possibile vivere con più equilibrio e serenità.

Commenti